Gabriele Artusio nasce a Ciriè, Torino, e dopo gli studi al Liceo Artistico Aldo Passoni di Torino, prosegue all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si diploma in Pittura nel 2020. La sua formazione attraversa mondi diversi: arte, design, tessile, fino alle collaborazioni con uno studio di Como e con l’azienda milanese Wallpepper, per cui disegna carte da parati. Oggi vive a Volpiano e insegna grafica in un liceo artistico di Castellamonte, portando nella didattica la stessa cura che riserva al suo lavoro.

Il cuore della sua ricerca è la figura femminile, Ines: donne sinuose, eleganti, con movenze delicate e sensuali, sospese tra realtà e immaginazione. Sembrano ninfe contemporanee, dee dei boschi, icone chic di altri tempi. Una donna, moltiplicata all’infinito. Non sono mai personaggi statici: sono presenze che abitano lo spazio con naturalezza, come se emergessero da un ricordo o da un sogno.
Le linee con cui Artusio le costruisce sono dinamiche, flessibili, morbide, capaci di suggerire movimento anche nella quiete. Ogni curva è un gesto, ogni tratto una direzione. La sua pittura non descrive: coreografa. E in questa coreografia visiva si riconosce la sua cifra più intima.

Gabriele Artusio utilizza olio, inchiostro di china, acquerelli, matite e acrilico. Ogni quadro è una storia. Una scena che non si limita a essere vista, ma che invita a entrare: atmosfere sospese, eleganze sottili, dettagli che rivelano più di quanto mostrano. Artusio lavora come se stesse costruendo un piccolo mondo, un luogo abitabile, un frammento di narrazione che continua oltre i bordi dell’immagine.

La sua estetica unisce pittura, illustrazione e progettazione, trasformando la superficie in un ambiente emotivo. Le sue figure non sono semplici soggetti: sono presenze, ritmi, respiri. E in questo respiro si riconosce la sua visione: un’arte che non cerca l’effetto, ma la grazia; non la posa, ma la vibrazione.

Gabriele Artusio appartiene a quella rara categoria di artisti che sanno rendere la linea un linguaggio e la figura un racconto. Le sue donne non sono muse: sono mondi.
CREDITS
Artista / Gabriele Artusio @gabriele_artusio_art
Sito / gabrieleartusioart.com
