La ricerca di Davide Uria, poeta, saggista e curatore, vive su una soglia: tra parola, immagine e spazio. Formatosi nella pittura, presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, approdato alla poesia, immerso nella comunicazione contemporanea, Uria costruisce dispositivi che rallentano lo sguardo e restituiscono complessità a un tempo che chiede risposte immediate.
Parallelamente all’attività letteraria, Uria si occupa di cura e progettazione culturale. Tra le mostre curate figurano Minuscule (2012) e Collateral Identity (2019), entrambe a Palazzo Palmieri di Trani, e la mostra dedicata a Paolo Gubinelli, curata nel novembre 2025 presso la Biblioteca Comunale di Trani. Ha collaborato con il MART di Rovereto occupandosi di grafica e comunicazione visiva per progetti espositivi. Dal 2018 insegna disegno e storia dell’arte all’Università della Terza Età di Trani.


Esordisce nella poesia, ma fin da subito la parola si comporta come materia plastica: non descrive, non consola, non chiude. Espone. A cosa serve un cuore?, Vieni a cercarmi, Trame d’assenza: titoli che già dichiarano una postura, una vulnerabilità che non si offre come confessione ma come metodo. Nei libri come Lucio Fontana spiegato a mia nonna la semplicità non è riduzione, ma accesso: un modo per rendere l’arte abitabile senza impoverirla. Nei saggi e nelle installazioni, il museo e lo spazio espositivo diventano ambienti cognitivi, luoghi di attrito dove il pensiero nasce proprio dall’inadeguatezza. Questa stessa postura attraversa Sopravvivere a un museo d’arte contemporanea, dove il museo non è un contenitore neutro ma un ambiente cognitivo che modella il pensiero.


Questa postura raggiunge una forma matura in Il mestiere di dimenticarti, dove la memoria non è archivio ma processo: una pratica affettiva che trasforma, più che conservare. La poesia agisce come strumento conoscitivo, mappando residui e fratture senza chiuderli in una narrazione lineare. Anche l’installazione che accompagna il libro rende visibile questa fragilità: testi sospesi nello spazio che esistono solo nella prossimità dello spettatore.


L’intero lavoro di Uria è un invito a sostare nell’incompiuto, a non temere ciò che non si lascia spiegare subito. In un presente che consuma linguaggi e relazioni con la stessa rapidità, la sua ricerca rivendica il valore del dubbio, della lentezza, della soglia come unico luogo possibile per un pensiero autentico.
CREDITS
Artista / Poeta, saggista e curatore Davide Uria @davideuria
Sito web / https://davide-uria.jimdosite.com
