Claudio Lucca: l’ossessione del dettaglio, la purezza dello sguardo.

Claudio Lucca nasce a Belluno e fin da bambino disegna senza sosta, ma c’è un dettaglio che oggi definisce la sua estetica: amava il segno, non il colore. Preferiva il bianco e nero, la forza del tratto, la pulizia del vuoto. Senza saperlo, stava già educando il suo sguardo a cercare ciò che resta quando tutto il superfluo viene tolto.

La fotografia arriva più tardi, verso i trent’anni, quasi per caso. Lucca sperimenta vari generi, ma è la Street Photography a trattenerlo: l’imprevedibilità del quotidiano, la potenza dei gesti spontanei, la verità che emerge solo quando nessuno la sta cercando. Successivamente affronta la disciplina del Microstock, vendendo immagini a livello internazionale. È la sua palestra tecnica: qui impara a dominare la luce, a gestire ogni situazione con precisione, a trasformare l’istinto in metodo.

Il suo immaginario si nutre delle grandi campagne pubblicitarie di quegli anni: estetiche senza tempo, costruzioni pulite, un’eleganza che oggi cerca di riportare nei suoi scatti. La fotografia diventa un mestiere, ma soprattutto un’ossessione: la ricerca costante di quel dettaglio capace di trasformare un frame in un’icona.

Con Play Studio, l’associazione culturale cinematografica che ha co-fondato, trasforma lo scatto fisso in racconto. Dopo il primo cortometraggio, è ora in post-produzione con il secondo: un percorso giovane, meno di due anni di vita, ma già carico di idee, possibilità e crescita.

Il suo lavoro vive in quel punto in cui il bianco e nero diventa linguaggio, il dettaglio diventa racconto, e un singolo frame può aspirare a diventare senza tempo.


CREDITS
Artista / Photographer Claudio Lucca @claudio_lucca__
Associazione / Play Studio @playstudio.film

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