Aurora Venosa è una di quelle presenze che non si spiegano: accadono. Nata a Napoli nel 2007, cresce respirando arte come fosse aria di casa grazie ai suoi genitori, campioni mondiali di tango argentino. Lei trasforma quella eredità in una voce tutta sua. A quattro anni e mezzo sfila per brand importanti, a sette diventa volto di campagne nazionali, poi la musica, la recitazione, la scena. Nel 2024 conquista i Bootcamp di X Factor con una grinta che sorprende il pubblico e incendia i social. Nel 2025 arriva la sua prima grande prova attoriale: La Preside, la serie Rai diretta da Luca Miniero, dove recita accanto a Luisa Ranieri nel ruolo di Jessica, dentro una storia che parla di resistenza, cambiamento e possibilità. Aurora canta anche la sigla, E non mi basti mai, come se la sua voce fosse un ponte tra ciò che vive e ciò che interpreta. Nel 2026 pubblica il suo nuovo singolo, Chiamami ancora love confermando che la sua traiettoria non è una linea, ma un’esplosione: musica, cinema, presenza scenica, una maturità che non pesa e una freschezza che non si spegne. Aurora è una giovane artista eclettica che trasforma ogni scena in un luogo vivo, dove talento, presenza e verità si incontrano.
Qual è la radice da cui nasce la tua arte?
“La mia mamma e il mio papà sono la radice da cui inizia il mio amore per l’arte. La musica e la danza hanno sempre fatto parte di me, sin dall’inizio. A loro devo tutto, perché penso di avere un legame viscerale con l’arte che non verrà mai spezzato. É qualcosa che è nato con me.”


Cosa significa crescere in una famiglia dove l’arte è un linguaggio quotidiano?
“Significa tutto. Significa avere continue ispirazioni e continui sogni che prendono forma. Significa respirare in modo profondo tutte le emozioni che ti regala l’arte. I miei genitori mi hanno insegnato che la dedizione é fondamentale per costruire il tuo percorso. Grazie a loro, ho capito sin da subito che era importante credere nel mio amore per la musica e fare tutto il necessario per realizzare i miei sogni.”
Qual è la scintilla che ti ha fatto capire che la musica era parte di te?
Sai, non c’è stato un momento ben preciso. Da che ne ho memoria, la musica é sempre stata parte di me. Canto continuamente da sempre. É una scintilla continua che si accende, ogni giorno, senza mai spegnersi. La musica é il motore della mia vita, senza di essa io non esisterei nemmeno. Questa luce si sta concretizzando sempre di più, giorno dopo giorno.”
Come hai vissuto l’esperienza di X Factor e cosa ti ha lasciato?
“É stata un’esperienza che ricordo con grande orgoglio e felicità. X Factor mi ha permesso di farmi conoscere dalle persone, che mi hanno sostenuta sin dal primo giorno. Quel viaggio mi ha lasciato la forza e la volontà di andare avanti, sempre di più. La voglia di affrontare tutto con grinta e passione. Dopo quell’esperienza, è arrivato il provino per La Preside e il mio mondo è cambiato per sempre.”


Come si intrecciano musica e recitazione nella tua identità artistica?
“Camminano di pari passo, senza lasciarsi mai la mano. Non esisto senza la musica e adesso, non esisto nemmeno senza la recitazione. Ho capito che amo entrambe con grande trasporto. La musica resta tutto il mio mondo ma non riesco ad immaginare, adesso, la mia identità senza la recitazione. Sono due lati della mia persona, due mondi che mi fanno sentire libera di esprimermi.”
C’è un ricordo della tua infanzia artistica che senti ancora vivo in ciò che fai oggi?
“Ricordo con amore tutte le volte che vedevo i miei genitori ballare in pista. Quell’unione e quel senso di sacrificio sono due elementi così nitidi nel mio cuore. Ricordo con grande affetto le lezioni di canto con il mio maestro Vincenzo De Dominicis, una delle prime persone che ha creduto in me. Conservo dentro di me tutti quei piccoli ricordi e le persone che mi hanno portata fin qui.”
Com’è stato attraversare il red carpet di Roma, un luogo dove il cinema incontra lo sguardo del mondo?
“Ho realizzato quello che è accaduto a distanza di tempo. Ho provato un’emozione così grande che non riesco ancora a descrivere e raccontare. Camminare sul red carpet del Festival di Roma ha rappresentato il primo passo verso un mondo nuovo: il Cinema. Attraversare il tappeto rosso, con un progetto come La Preside, mi ha riempito il cuore di orgoglio. É un sogno che si è realizzato.”
In che modo un evento così importante ha cambiato – o confermato – la tua percezione di te come artista?
“Ha rappresentato l’inizio di un nuovo percorso come artista. Ma soprattutto, quel giorno ha celebrato un anno di intenso lavoro che noi tutti del cast abbiamo svolto. É stato come festeggiare il nostro inizio insieme per una serie che amiamo molto.”


Cosa significa per te aver indossato in quell’occasione un abito di Salvatore Manzo che non è solo moda, ma una forma di narrazione?
“Con Salvatore, si é creata una sintonia immediata e rara. Ha capito subito che volevo raccontare, attraverso il mio abito, la mia intera personalità. E così, Salvatore ha creato un lungo abito nero semplice, con una profonda scollatura. Quell’abito ha rappresentato l’eleganza ed il mio sogno che si stava concretizzando. É una creazione bellissima che mi fa sognare.”
Qual è la libertà più grande che trovi nella musica?
“La libertà di avere una voce per potermi esprimere, raccontare, sognare, andare oltre. La libertà di essere semplicemente me stessa, senza pregiudizi o preconcetti inutili. Attraverso la musica, sono io: con gli errori e le vittorie, con la felicità e la malinconia.”


Cosa speri che resti di te, al di là dei ruoli e delle canzoni?
“Il mio immenso amore per la vita. Un amore che mi spinge sempre a conoscere, ad amare profondamente le persone che ho intorno, a sperimentare nel mio lavoro, a non fermarmi mai di fronte agli imprevisti. Vorrei che di me restasse la forza che ho nell’affrontare tutto, anche le tempeste della vita più complesse.”
E mentre il suo percorso continua a espandersi tra musica, cinema e presenza, ciò che colpisce davvero è la sua naturalezza nel crescere senza perdere delicatezza. Aurora cammina nel mondo come in una scena: con coraggio, con grazia, con quella scintilla che non si insegna.
Ed è solo l’inizio.
Un ringraziamento speciale all’Ufficio Stampa Anna Chiara Delle Donne che ha permesso questa intervista.
CREDITS
Intervista a cura di / Stefano Mosca @he_is.sm
Artista / Aurora Venosa @___aura_venosa__
Photographer / Imma Petricciuoli @imma.petricciuoli
Ufficio Stampa / Anna Chiara Delle Donne @annachiarasavannah
Agenzia / Movimento in Arte – Silvia Sarra @silviasarra75
Look white-green-black / Michael Kors
Look brown / Malloni
