Salvatore Criscitiello: “Dentro un abito c’è tutto me stesso.”

Ci sono artisti che arrivano alla forma attraverso la tecnica, altri attraverso la disciplina.
E poi ci sono quelli che arrivano alla forma attraverso una necessità: un’urgenza che non si può ignorare, che chiede spazio, che pretende voce. Salvatore Criscitiello appartiene a questa categoria. La sua estetica vive nel punto in cui la moda incontra la scena musicale, dove il corpo diventa linguaggio e l’immagine si fa dichiarazione.

Designer di Napoli, dove vive e lavora, ha vestito artiste che trasformano il palco in un territorio emotivo: Rose Villain, Elettra Lamborghini, Clara, Myss Keta, e le sue creazioni hanno trovato spazio su Harper’s Bazaar, Vogue, NSS Magazine, Nasty e Kaltb.

Con lui esploriamo radici, ossessioni e percezioni che nutrono una ricerca in continua mutazione.

Qual è la radice da cui parte la tua arte?
“Una necessità, credo parta tutto da lì. Sono cresciuto tra le stoffe, i ricami, gli abiti che creava mia mamma poi ho messo tutto da parte, credevo non fosse la mia strada. Ho lavorato per anni in una libreria di antiquariato, un po’ per caso un po’ per la passione della lettura.
Ho sempre avuto la necessità di creare per esprimermi, lo facevo dipingendo per lo più, poi quattro anni fa ho realizzato un primo abito per un amico e ho capito che questa è la mia strada. Non mi sono più fermato e credo mai lo farò.

Qual è il dettaglio che ti ossessiona quando crei?
“Più che un dettaglio materiale direi una sensazione. La tecnica e la pulizia interna degli abiti sono cose fondamentali ma che dovrebbero essere sottintese, ovvie. Quello che mi ossessiona sono le emozioni che possono suscitare le mie creazioni una volta indossate.”

Qual è il momento in cui smetti di toccare e lasci andare?
“Tendo a non lasciare andare quasi mai un abito, mi affeziono molto ai progetti. Non lo so descrivere bene a parole ma c’è un momento in cui il tessuto ti dice basta, ti allontani, lo guardi ed effettivamente va bene così.”

Quando guardi ciò che hai fatto, cosa ti restituisce?
“Spesso mi emoziono guardando un abito finito, o aiutando le persone a indossarlo. Ho pianto più di una volta, come quando comprai il primo manichino. Questo lavoro credo sia una delle poche cose che continua a stupirmi nella vita, mi fa sentire un po’ come un bambino.”

Cosa cambia nel tuo processo quando crei per un’artista che sale sul palco rispetto a un progetto editoriale?
“Assolutamente niente. Metto lo stesso impegno in ogni progetto, ogni abito è unico, proprio come chi lo indossa.”

Cosa significa per te essere un designer giovane in un sistema che cambia cosi velocemente?
“È difficile. Ma lo è a qualsiasi età, credo. Il mondo si muove troppo velocemente, specialmente quello della moda e forse anche per questo io preferisco andare lentamente, prendermi il tempo per riflettere e fare introspezione. Non mi interessa la competizione, cerco di fare ciò che amo al meglio e di migliorare sempre.”

Cosa significa per te creare un pezzo che esiste una sola volta?
“I pezzi unici sono un po’ come i momenti della vita, non tornano, o almeno se lo fanno non sono mai uguali. Sono un tipo molto nostalgico e creare degli abiti che so già che non rifarò aumenta quella sensazione.”

Cosa resta di te dentro un pezzo unico, dentro un’intera collezione?
“Forse troppo, cerco di mettere sempre tutto me stesso nei miei lavori. In un “su misura” ci sta tutto il rapporto che si crea col cliente, si concentrano tutte le sensazioni di quel periodo. In una collezione invece tutto si frammenta, posso inserire varie emozioni, aprire più discorsi contemporaneamente narrando il tutto attraverso vari abiti.”

Nei suoi abiti resta sempre una traccia di sé: una nostalgia gentile, una cura che non si spegne.
Salvatore Criscitiello crea come si respira, con una sincerità che attraversa la materia e la rende viva.
E forse è questo il suo dono più raro: lasciare che ogni pezzo continui a parlare anche quando le sue mani si sono già allontanate.

Grazie a Salvatore Criscitiello per essere stato nostro ospite e averci aperto il suo mondo artistico.


CREDITS
Art Director & Photographer / Giovanni Vanacore @feritoie
Dress & Styling / Salvatore Criscitiello @salvatore_criscitiello
MUA & Hair / Laura Fioretti @laurafiorettimakeup
Model / Daria Coletti @daricoletti
Location / Hangarram @hangarram_salapose

CREDITS
Art Direction / Salvatore Criscitiello @salvatore_criscitiello
Dresses & Accessories / Salvatore Criscitiello @salvatore_criscitiello
Photographer / Pepe Russo @peperusso_fotografia
Assistant / Miriam Maria Petrillo @miriam_maria_petrillo
MUA / Timeea Vlad @timeeavlad.mua
MUA / Sara Apicella @goldenmakeupparea__
Model / Amelia Stroyberg @ameliastroyberg
Model / Roberta Calemme @roberta_calemme
Model / Iris @irishatesyouxx
Location / Raffaella Esposito @raffuesposito

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