Laura Sicali: fotografare storie attraverso la luce.

Laura Sicali racconta storie senza usare le parole. Le intreccia attraverso la luce, le lascia emergere dai gesti, le accompagna con una delicatezza che sembra un respiro. Ogni persona che incontra non è un soggetto, ma un mondo che si apre piano: una famiglia che si stringe, un animale che si avvicina, un legame che chiede solo di essere visto.

Per lei fotografare non è mai un atto tecnico. È un’esperienza condivisa, un tempo sospeso in cui chi ha davanti può sentirsi accolto, ascoltato, riconosciuto. Ogni scatto nasce da un incontro unico, irripetibile, costruito su misura per quella storia.

La radice

Ogni immagine nasce da un’origine invisibile. Qual è la radice da cui parte il tuo sguardo? Dove nasce il bisogno di fotografare?

«Per me fotografare nasce dal bisogno di raccontare e raccontarmi, ma anche da una paura,
quella di perdere. Raccontare i legami, i momenti, una luce, quei dettagli che spesso
nessuno nota ma che fanno davvero la differenza. E allo stesso tempo la paura di perdere
attimi che non torneranno più, un po’ come quando da piccola non attaccavo gli adesivi sul
diario per il timore di non averli più con me.
Credo che fotografare, alla fine, sia proprio il mio modo di custodire i ricordi.»

Laura fotografa famiglie, persone, animali. Non costruisce scene: accompagna. Ogni sessione è un’esperienza pensata per chi ha davanti, un luogo sicuro dove ci si sente ascoltati, compresi, accolti.

L’ossessione

Quando lavori, c’è un dettaglio che ti ossessiona? Un gesto, una luce, un margine? Qual è quell’elemento che ti fa capire che la fotografia “ti sta parlando”?

«Sì, ci sono diverse cose che mi colpiscono, ma vorrei soffermarmi su una in particolare.
Fotografare, in fondo, significa “scrivere con la luce”, e da sempre ho un legame speciale con
quella del tramonto. Quel momento tra giorno e sera, quando il sole si abbassa e i pensieri
rallentano, mi sembra quasi che il mondo si metta in punta di piedi per non disturbare. È lì
che mi sento davvero serena. Ed è proprio in quei momenti che capisco che la fotografia mi
sta parlando, non tanto per la luce in sé, ma per la calma che mi dà e per quello che riesce a
tirarmi fuori, fotograficamente parlando.»

La sua luce è così: morbida, cinematografica, mai invadente. Una luce che non mostra, ma rivela.

La scelta

Arriva sempre un momento in cui smetti di scattare e lasci andare. Come riconosci quell’istante? Cosa ti dice che l’immagine è compiuta?

«Parto con il dire che ogni sessione è diversa, ma tutte seguono un flusso naturale.
Capisco che è finita quando sento che, dentro di me e nella persona che sto fotografando,
qualcosa si è riempito.
In fotografia i momenti non si recitano ma si sta insieme, senza pose forzate, senza sorrisi
costruiti. È lì che le fotografie iniziano davvero a raccontare. Non è tanto “portarsi a casa il
lavoro”, quanto portarsi a casa pezzi di vita, storie, sguardi di altri. Quando sento che
qualcosa è successo, allora so che è il momento di spegnere la fotocamera.»

Non parla di “portarsi a casa il lavoro”. Parla di portarsi a casa pezzi di vita.

La restituzione

Quando riguardi le tue fotografie, cosa ti restituiscono? Un’emozione, un vuoto, una domanda, un ricordo?

«È una domanda che mi fa riflettere, perché per anni ho pensato che le fotografie dovessero
soprattutto essere belle da guardare. Oggi invece cerco molto di più l’intensità del ricordo
reale, e sento proprio questo cambio di prospettiva, soprattutto negli ultimi anni.
Quando riguardo le mie immagini non vedo solo un’estetica, ma un momento vissuto,
qualcosa che è successo davvero. Quindi sì, mi restituiscono soprattutto emozioni.»

Chiusura

E forse è proprio questo il cuore del suo lavoro: Laura non cattura attimi, li custodisce. Non cerca la perfezione, ma la verità. Non fotografa per mostrare, ma per ricordare.

Le sue immagini non sono solo fotografie. Sono legami che hanno trovato una forma.

Grazie a Laura per essere stata nostra ospite e averci aperto il suo mondo artistico.


CREDITS
Intervista a cura di Stefano Mosca @he.is_sm
Fotografa / Laura Sicali @laurasicali.fotografie

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