Ilaria Atzei, classe 1999, è una regista, video editor e art director che appartiene a quella nuova generazione di creativi capaci di muoversi tra linguaggi diversi senza perdere identità. Ha appena concluso il corso di Regia Pubblicitaria al Centro Sperimentale di Cinematografia e già nei suoi lavori emerge una visione nitida: unire la potenza narrativa del cinema alla precisione evocativa della pubblicità. Il suo sguardo è attento, costruito, sensibile. La sua regia è un equilibrio tra estetica e ritmo, tra immaginazione e strategia, tra emozione e messaggio. Ilaria non racconta solo storie: le modella, le dirige, le scolpisce con una cura che rivela una maturità sorprendente.


Qual è la radice da cui parte il tuo modo di fare regia?
Sono molto esigente rispetto a me stessa. Mi sento spinta dalla volontà di fare il meglio possibile. Posso anche fare un video con 0€ di budget e comunque tentare fino in fondo per farlo sembrare un progetto più grosso di quel che è. Questo perché non voglio ritrovarmi a distanza di tempo ad arrabbiarmi con me stessa per non aver dato il mio massimo. Infatti, divento molto ossessiva anche in fase di montaggio. Per me è anche fondamentale creare una bozza di storyboard e di pre-montaggio in modo tale da sfruttare sul set il massimo possibile nel poco tempo a disposizione e per impazzire di meno in post-produzione. Forse la parte in cui mi tengo più “libera” è la direzione attori, dò molta fiducia agli attori e ai modelli rispetto a ciò che sentono di poter fare con i loro personaggi e la loro immagine: vorrei che fossero il più naturali possibile.


Qual è il dettaglio che ti guida quando costruisci una scena?
Per me la costruzione di una scena è strettamente legata al risultato che ne sarà in montaggio e, in base ad esso, a cosa è utile girare. Nel contesto di un progetto video in cui c’è una narrazione, non mi piacciono gli sprechi o le sperimentazioni non utili al racconto. Poi, se si tratta di fare un video unicamente visivo (come accade spesso nella moda) e non narrativo, lì ovviamente si fa tanta improvvisazione e ti adegui a ciò che hai di fronte. Sicuramente quando cerco di raccontare qualcosa mi piace puntare molto sull’anima dei miei personaggi: voglio raccontare qualcosa su qualcuno (anche se non è una vera persona) e farlo conoscere e comprendere allo spettatore. Specialmente mi interessano i personaggi femminili.
Cosa ti restituiscono i tuoi lavori quando li riguardi?
Sia che si tratti di un semplice vlog di viaggio o di un fashion film realizzato a budget, vedere un mio prodotto finito e pubblicato mi dà un forte senso di soddisfazione mentale. Costantemente la mia mente è tempestata di idee, personaggi, colori e scene che insistono per essere tirati fuori e quando mi viene data la possibilità effettiva di concretizzare almeno una delle mie visioni percepisco un sollievo fisico, respiratorio.


Cosa ti ha spinto verso la regia e cosa ti trattiene ancora lì?
Penso che la regia sia la forma a me più utile e coerente per concretizzare le mie visioni. In generale mi affascina molto il concetto dietro all’immagine video, cioè il concetto di “immagine in movimento”, che per me possiede quasi un effetto ipnotico. Di fatto, per me realizzare video è un modo per concentrarmi sul presente e su ciò che ho di fronte: è terapeutico.
Nei tuoi lavori unisci cinema e pubblicità: cosa ti affascina di questo incontro?
Del cinema (di un certo tipo) mi affascina la capacità di trasportare il pubblico in un altro mondo tramite un racconto e dei personaggi fittizi. Mentre della pubblicità mi piace il senso del ritmo e la velocità della narrazione. Ancor più della pubblicità apprezzo il mondo dei fashion film e dei video musicali, soprattutto per la ricerca estetica e, talvolta, la creatività nello sviluppare nuovi concetti, anche astratti, senza ricercare una struttura necessariamente concreta in cui tutto deve per forza essere compressibile o in linea con qualcosa di già visto. In Italia, nel cinema soprattutto, si ha troppa paura di rischiare in generale.


Da dove nasce un’idea: da un’immagine, da una frase, da un’emozione?
Buona parte delle volte mi sento ispirata dalla musica: sento un brano che mi piace (qualsiasi sia il genere) e vedo già un film. Altre volte sono intuizioni o sogni notturni che arrivano dal nulla. Invece, quando devo sforzarmi a scrivere un’idea sotto commissione, dò piena fiducia al mio subconscio e al fatto che mi porterà un’illuminazione al momento giusto. reference dalla Old Hollywood degli anni ’50, in particolare i musical, ma anche dal cinema occidentale degli anni ’90 e ‘2000.
Come costruisci il ritmo di un video, tra montaggio e regia?
Per me la colonna sonora è fondamentale. Mi aiuta a trovare il ritmo giusto e mi guida verso il mood più in linea con ciò che voglio raccontare. In generale, da appassionata di danza ed ex studentessa amatoriale, visualizzo i miei prodotti audiovisivi come delle coreografie. Per questo, come ho già affermato in precedenza, il rapporto tra regia e montaggio è per me fondamentale. È il mio modo di ricercare l’armonia.


Qual è la parte del processo che senti più tua: scrittura, set, montaggio?
Per me è l’armonia generale. Deve avere tutto un senso. Non riesco a scegliere tra una fase e un’altra. È tutto fondamentale e tutto deve essere curato al 100%. Di solito il mio film è già pronto e montato nella mia mente ancor prima che ci sia la possibilità effettiva di realizzarlo nel concreto.
Qual è il progetto che sogni di realizzare nei prossimi anni?
Come ho già affermato, ho fin troppe idee in mente e vorrei realizzarle tutte. Spero di ottenere in futuro i finanziamenti e le collaborazioni necessarie per dar vita alle mie visioni. La mia idea è quella, appunto, di unire cinema e pubblicità. Di dar vita a racconti brevi, esteticamente e produttivamente ben curati. Sognando ancora più in grande, mi piacerebbe realizzare dei veri lungometraggi, ma a budget hollywoodiano, come per esempio un bel film in costume o anche film d’azione. Nella vita non si sa mai.


Grazie a Ilaria Atzei per essere stata nostra ospite e averci aperto il suo mondo artistico.
CREDITS
Intervista a cura di Stefano Mosca
Artist @ilariaatzei
