Nata a Napoli, Giovanna Guariniello cresce in una città che è teatro naturale: luogo di vita, di scoperta, di voci che si intrecciano. È proprio il teatro il suo primo grande amore, una passione che diventa studio, mestiere, identità. Dopo l’Accademia Teatrale, si trasferisce a Milano, dove approfondisce l’arte del clown: una disciplina fragile e potentissima, che la porterà a lavorare per quindici anni come Clown Dottore, trasformando la cura in gesto poetico.


È durante gli anni milanesi che accade qualcosa di inatteso: Giovanna trova una vecchia valigia abbandonata. Dentro, fotografie e documenti del primo dopoguerra. Un archivio dimenticato, un frammento di memoria collettiva che diventa il seme originario della sua futura ricerca nel collage analogico. Nel 2014 si sposta a Roma per una nuova esperienza professionale, ma è nel 2018, scegliendo di vivere in una piccola cittadina umbra al confine con la Toscana, che la sua ricerca trova una nuova casa.


Qui riprende l’attività teatrale e fonda Epigraphè, festival autunnale dedicato alle arti indipendenti: un progetto comunitario che celebra la libertà espressiva attraverso teatro, musica e arti visive. Un luogo di incontro, di possibilità, di bellezza condivisa. Nel 2021, in soffitta, riemerge quella stessa valigia ritrovata anni prima. È il momento in cui tutto si ricompone: nasce Operette Inutili, una serie di piccole narrazioni costruite con fotografie d’epoca, ironia e immaginazione.

Le Operette sono opere aperte, sospese tra surreale e quotidiano, capaci di evocare più che spiegare. Frammenti di vita reinventata, dove ciascuno può riconoscere qualcosa di divertente, inatteso, unico e, appunto, inutilmente necessario. Giovanna Guariniello invita a perdersi e a ritrovarsi nel piacere dell’inutile: un gesto lieve, un sorriso, un ricordo che torna a respirare. Un’arte che non pretende di risolvere, ma di illuminare.
CREDITS
Artista Giovanna Guariniello @ioemagma
