Hieroglam: quando il glamour incontra l’eternità.

Nel silenzio magnetico del Museo Egizio di Torino, tra statue faraoniche e ombre millenarie, la mostra Hieroglam – nata dalla collaborazione tra il Museo Egizio e l’Accademia IUAD e curata dai professori Pasquale Esposito e Francesco Maffei – trasforma l’Antico Egitto in linguaggio vivo, capace di attraversare il corpo, la moda e l’immaginario contemporaneo. Non una semplice esposizione, ma un rito: un dialogo tra sacro e glamour, tra pietra e tessuto, tra eternità e metamorfosi.

Con partenza nella Sala della Materia – uno spazio di alchimia, dove il glamour diventa processo, metamorfosi, memoria che prende forma. La materia non è sfondo: è voce, è corpo, è rito. Nella Sala dei Re, il cuore della mostra, la moda trova il suo trono. Accanto alla statua di Ramesse II, icona della regalità egizia, gli abiti provenienti dagli Archivi Mazzini, firmati Chanel, Ferré, Aquilano Rimondi, Owens, Gaultier, Lanvin, Miyake, si dispongono come reperti contemporanei, simboli di un’altra regalità. Le pieghe, i volumi, le texture sembrano rispondere alla solennità della pietra, trasformando il corpo in segno, l’abito in talismano, il glamour in memoria sacra. In questo spazio, la moda non interrompe il respiro dell’eternità: lo prolunga, lo interpreta, lo fa vibrare.

Hieroglam è un laboratorio di metamorfosi. Le bende della mummificazione diventano plissettature, l’Ankh si fa ponte tra umano e divino, il deserto si traduce in luce e materia. Ogni creazione è un racconto, ogni dettaglio un passaggio tra mondi. La moda diventa rito, esercizio di equilibrio tra permanenza e mutazione, tra ordine e caos, tra fragilità e potenza. Nella Sala dei Sarcofagi, il percorso si fa più intimo: corpi che diventano simboli, paure che si trasformano in bellezza, la morte che si rivela come attraversamento e ritorno alla luce. Qui il glamour perde ogni superficialità e si fa pelle, memoria, giudizio, rinascita.

Nelle Sale dei Tessuti 3 e 4, gli abiti si fanno custodi di misteri intimi dell’Antico Egitto rivelando segreti che restano sulla pelle, proprio come tessuti. A rendere reale tutto ciò sono gli abiti realizzati dagli studenti dell’Accademia IUAD di Napoli e Milano.  Hieroglam non rappresenta il passato: lo attraversa. Lo decostruisce e lo rigenera, restituendo all’eternità la sua forma più contemporanea, quella del corpo che sente, che ricorda, che continua a trasformarsi.


CREDITS
Art Director & Fashion Curating / Prof. Pasquale Esposito
Art Director & Fashion Curating / Prof. Francesco Maffei
Photographer / Valerio Figuccio
Photographer / Nicola Dell’Aquila
Accademia IUAD Napoli
Accademia IUAD Milano
Museo Egizio
Archivi Mazzini
Bonaveri Italy

Lascia un commento