Giuseppe Lo Presti: l’arte di guardare dentro lo sguardo.

Dopo trent’anni trascorsi dietro l’obiettivo, tra mostre, esposizioni, corsi di formazione e attività didattiche, Giuseppe Lo Presti non considera la fotografia un mestiere: la considera una ragione di vita. Una pratica quotidiana, un linguaggio, un modo di attraversare il mondo. Eppure, dopo una carriera così lunga e solida, è stato proprio un dettaglio, l’iride, a riportarlo al punto di partenza, a una nuova nascita.

Negli ultimi anni Lo Presti ha vissuto una vera e propria rinascita professionale grazie alla fotografia dell’iride, un microcosmo visivo che lo ha costretto a rimettersi in gioco. Non si tratta di un semplice cambio di soggetto, ma di un nuovo territorio tecnico e poetico: una modalità di scatto complessa, che richiede studio, precisione, sensibilità.

L’iride, per Lo Presti, non è un dettaglio anatomico: è un’opera d’arte naturale, fatta di trame, colori, geometrie irripetibili. Ogni scatto diventa un viaggio dentro l’identità di una persona, un modo per fermare il tempo “in un battito di ciglia” e restituire a chi guarda la percezione della propria unicità.

In questo nuovo percorso, l’esperienza accumulata negli anni non è un punto d’arrivo, ma una base solida da cui ripartire. La sua sensibilità artistica incontra la precisione tecnica, la conoscenza della luce si fonde con la delicatezza del dettaglio, la visione si affina fino a diventare quasi microscopica. È un lavoro che richiede pazienza, ascolto, capacità di cogliere ciò che spesso sfugge.

La fotografia dell’iride diventa così un atto intimo: un incontro tra fotografo e soggetto, un momento sospeso in cui lo sguardo umano si rivela nella sua forma più pura. Non c’è posa, non c’è artificio, non c’è costruzione. C’è solo la verità di un dettaglio che non mente.

Dopo trent’anni, Lo Presti non ha smesso di cercare. Ha solo imparato a guardare più da vicino.


CREDITS
Artista Giuseppe Lo Presti / @demetrafotografia

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