La ricerca di Elisabetta Panico, in arte Beibi Laplá, nasce in uno spazio di confine: quello in cui il collage analogico incontra la scrittura poetica, e il gesto minimo diventa racconto. Formata tra grafica pubblicitaria, fotografia e arti visive, con una laurea in Didattica e Comunicazione dell’arte e un biennio in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, Panico costruisce da anni un linguaggio che unisce rigore formale e tensione emotiva. Le sue immagini non illustrano: ascoltano. Le sue parole non spiegano: trattengono.


Autrice delle raccolte poetiche Il riflesso del mondo, in una pozzanghera nel fango (2016) e Diavolo di sabbia (2020), Panico ha collaborato con riviste internazionali, ha curato progetti editoriali e visivi confermando una sensibilità che attraversa media diversi senza perdere coerenza.
La sua pratica visiva si sviluppa come un archivio in movimento: un luogo in cui frammenti personali, memorie minime e intuizioni poetiche si ricompongono in forme essenziali. Ogni collage è una soglia: un punto di contatto tra ciò che resta e ciò che sfugge.


Con Appunti biografici, Beibi Laplá costruisce una grammatica visiva intima e controllata. I collage – piccoli, analogici, della dimensione di una pagina di diario – funzionano come micro-narrazioni sospese. Ogni elemento è calibrato, ogni taglio è definitivo, ogni accostamento è un gesto che non può essere ritoccato. Il progetto è una riflessione sulle fragilità silenziose del quotidiano: le occasioni mancate, le parole trattenute, le memorie che affiorano e si dissolvono, i dettagli che diventano rivelazione.


Il tempo, in queste composizioni, non è lineare, è stratificato e il senso non è dichiarato, emerge. La storia non è raccontata: è suggerita. Appunti biografici è un luogo in cui l’immagine diventa traccia, la parola diventa eco. Beibi Laplá lascia piano piano affiorare storie e nella loro delicatezza controllata, emozionano proprio perché sussurrano ciò che non può essere detto.
CREDITS
Artista / Beibi Laplá @beibilapla
