Sara Ambrosino: Essere se stessi è la forma più forte di bellezza.

Ci sono make up artist che insegnano tecniche, e poi c’è chi, come Sara Ambrosino, insegna a guardarsi. Nei suoi tutorial c’è un modo di entrare nell’anima delle persone, di restituire loro una forma di bellezza che non è mai imitazione, ma riconoscimento. La sua è un’estetica quotidiana, possibile, personale. Una bellezza che non chiede permesso, che non segue regole, che nasce da un gesto semplice e diventa libertà. Ogni suo video è un invito a vedersi con più consapevolezza, più misura, più scintilla.

Qual è la radice da cui parte il tuo modo di fare make up?

“Alla base della mia passione ci sono sempre stati i colori. Da bambina disegnavo, dipingevo, riempivo fogli di idee senza sapere ancora dove mi avrebbero portata. Poi ho capito che la mia vera tela non era la carta, ma il viso delle persone: è lì che i colori prendono vita e diventano emozioni.”

Qual è il dettaglio che ti guida quando lavori sul volto di una persona?

“Per me ogni dettaglio ha un’anima. Amo lasciarmi guidare dalla fantasia, ma allo stesso tempo sento una grande responsabilità nel valorizzare ciò che rendo unico in ogni volto. A volte basta uno sguardo più intenso, altre volte un tocco sulle labbra: ogni persona ha il suo punto luce, e trovarlo è la parte più bella.”

Qual è il momento in cui capisci che un look è “finito”?

“Capisco che un make-up è finito quando lo “sento”. Quando tutto è in equilibrio, quando ogni dettaglio è in armonia e qualsiasi aggiunta sarebbe di troppo. È come se a un certo punto fosse il volto stesso a dirmi: così va bene.”

Che cos’è per te la bellezza, oggi?

“Per me la bellezza non è mai qualcosa di standard. È qualcosa di vivo, di personale, di irripetibile. Ognuno ha un tratto che lo rende unico, e il mio compito è ascoltarlo e valorizzarlo senza mai coprirlo. Non potrei mai creare make-up uguali, perché ogni persona mi trasmette qualcosa di diverso. Anche ciò che non si vede, come l’interiorità, diventa parte della mia ispirazione.”

Qual è la parte del viso che racconta di più?

“Se dovessi scegliere un dettaglio, direi gli occhi. È lì che cerco sempre l’emozione, il  raccontare qualcosa. Ma la verità è che ciò che mi colpisce di più è quello che succede alla fine: quando una persona si guarda, sorride… e in quel momento capisco di aver fatto davvero il mio lavoro.”

Qual è il tuo rapporto con l’imperfezione?

“L’imperfezione, spesso, esiste solo nel modo in cui ci guardiamo. Mi capita di avere davanti volti oggettivamente armoniosi, ma pieni di insicurezze. In quei momenti cerco di fare qualcosa che va oltre il make-up: far vedere quella stessa imperfezione con occhi diversi. Perché io non trasformo, non nascondo… aiuto solo a riconoscere una bellezza che era già lì.”

Come reagisco a un giudizio negativo?

“Lo accolgo. Perché dietro un giudizio c’è sempre una persona, con le sue emozioni e le sue aspettative. Non sempre si crea la giusta sintonia, ed è umano. Ma per me è fondamentale che chi si affida a me si senta ascoltato. Per questo invito sempre a parlare, a dire anche ciò che non convince. Preferisco fermarmi, rimettermi in gioco e trovare insieme una soluzione, piuttosto che lasciare qualcuno con un disagio. Perché il mio lavoro non è solo far sentire belli, ma far sentire bene.”

Come gestisci la responsabilità di lavorare sull’autostima altrui?

“È un tema che sento profondamente. Ho passato anni a cercare di migliorarmi, capire cosa mi stesse bene, pensando che fosse quello il modo per sentirmi più sicura. Poi ho capito che non si trattava di cambiare, ma di riconoscermi. La vera serenità nasce quando smetti di rincorrere qualcosa e inizi ad accettarti. Per questo cerco sempre di trasmettere un messaggio semplice: essere sé stessi è la forma più forte di bellezza. L’amor proprio, per me, è tutto.”

Sara trasforma il volto in un luogo di ascolto. Ogni gesto, ogni sfumatura, ogni luce che posa sulla pelle non è mai solo tecnica, ma un invito a riconoscersi con più gentilezza. E mentre il suo percorso continua a crescere, resta qualcosa di semplice e prezioso: la sua capacità di restituire bellezza senza imporla, di accendere libertà senza rumore, di far brillare ciò che già esiste.

Grazie a Sara per essere stata nostra ospite e averci aperto il suo mondo artistico. E non dimenticate l’appuntamento con Monday Beautalk ogni lunedì sui nostri social e qui su Beet Review.


CREDITS
Intervista a cura di / Stefano Mosca @he.is_sm
Artist / Makeup Artist pro / Sara Ambrosino @sarambrosino.mua
Model / Giusy Marino @giusymarinoo_
Model / Martina Corniola @martina_corniola
Model / Annamaria Sammarco @annamaria_sammarco
Model / Asia Sorrentino @_asiasorrentino
Model / Carmen Carbone @carmen.carbonee
Model / Sara Maione @saramaione_

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