«Sono la famosa spina nel fianco.» Così si definisce Roberta Poggi, e in questa immagine c’è già tutto: la ribellione, la rivoluzione silenziosa, la capacità di trasformare la vita in un diaframma che trattiene momenti destinati a diventare indelebili. Tra ingranaggi e metalli, il suo sguardo ha sempre cercato la luce: quella che filtra tra le pieghe del quotidiano, che illumina dettagli nascosti, che rivela storie che nessuno ascolta. Per anni la fotografia è stata un filo sottile, un segreto custodito tra i rumori dell’officina e i silenzi interiori.


Nel 2024 Roberta decide di attraversare quel ponte: prende in mano la macchina fotografica e si inoltra in un mondo ancora sconosciuto, lasciando che l’istinto guidi ogni passo. Scopre la street photography come un atto di libertà: catturare attimi effimeri, trasformare gesti e sguardi in frammenti di eternità, rendere poetico ciò che appare ordinario. Il bianco e nero diventa il suo linguaggio: un contrasto che amplifica emozioni, svela dettagli, rallenta il tempo. Le sue immagini trasformano la quotidianità in racconto, rendendo visibile ciò che spesso sfugge – fughe di luce, posture, micro‑gesti che diventano memoria.


Nel 2024 presenta la sua prima mostra personale all’Antica Stamperia Rubattino di Roma; nel 2025 espone in collettive a Roma, Trieste, Torino, Camaiore e Venezia. Le sue fotografie compaiono nei volumi Fotogrammi Gold e 100 Fotografie d’Italia, e nel libro autoprodotto Street Voices. Collabora con lo scrittore Mirko Rovina, firmando copertina e illustrazioni del suo romanzo.
Per Roberta fotografare è ascoltare il respiro del mondo: trasformare l’istante in memoria, la memoria in racconto, il racconto in poesia. Una successione di diaframmi in loop.
CREDITS
Photographer / Roberta Poggi @roberta__poggi
