NYMPH: la memoria corporea tra identità e natura.

Ci sono forme che la mente dimentica, ma che la pelle e il corpo continuano impercettibilmente a custodire.

NYMPH; the shape she forgot della fotografa Imma Petricciuoli si muove lungo questo confine poroso e sottile, esplorando l’intersezione intima tra identità, memoria e paesaggio. Al centro del racconto visivo vi è una figura femminile sospesa di fronte all’impeto di una fonte: un luogo che la ragione non ricorda, eppure intriso di una viscerale, antica familiarità. In questo spazio sospeso, l’acqua cessa di essere un semplice sfondo per farsi matrice e specchio reattivo.

Non assistiamo alla figura mitologica della ninfa in senso letterale, bensì al riaffiorare del suo ricordo: una presenza squisitamente umana che, attraverso gesti delicati e uno sguardo incantato, ritrova per un istante fugace quella porzione di sé rimasta ancorata a un mondo primordiale. Il progetto si insinua così nell’idea di una memoria epidermica e sensoriale. Un archivio emotivo che non passa attraverso il pensiero logico, ma si manifesta nella carne, nel respiro e nel contatto con la materia.

Lo scenario naturalistico diventa il teatro alchemico capace di riconoscere ciò che era andato perduto, riportando lentamente alla superficie l’essenza smarrita e ricucendo la frattura atavica tra l’umano e il selvatico. Con una sensibilità concettuale profonda, Imma Petriccuioli trasforma l’immagine in un atto di riappropriazione. Un invito poietico a lasciarsi attraversare dagli elementi per ritrovare, nel flusso della natura, la forma che avevamo dimenticato.

CREDITS
Art director & Photography @imma.petricciuoli
Model @oceansrain


Lascia un commento